Technological Patent Landscape come leva di posizionamento competitivo nella transizione energetica

Technological Patent Landscape come leva di posizionamento competitivo nella transizione energetica

Nel settore energy e oil&gas, la pressione verso la transizione green non è più una prospettiva, ma una realtà quotidiana. Le aziende devono identificare traiettorie tecnologiche emergenti, mitigare i rischi legati allo sviluppo di soluzioni già coperte da proprietà intellettuale e garantire la libertà di operare in mercati altamente competitivi. In questo scenario, il landscape brevettuale tecnologico si afferma come uno strumento strategico per orientare le decisioni di R&D, ridurre l’incertezza e trasformare la complessità dei dati brevettuali in insight concreti.

Il caso che presentiamo riguarda un primario player internazionale nella power generation, il Gruppo Ansaldo Energia, che ha intrapreso un percorso di diversificazione e innovazione con l’obiettivo di posizionarsi come attore di riferimento nella transizione energetica. L’esigenza iniziale è nata a monte della strategia aziendale: mappare i potenziali campi di applicazione “green” in cui il gruppo possedesse già competenze interne e potesse riallocare know-how e risorse umane, creando una business unit dedicata – Ansaldo Green Tech.

Dal landscape al posizionamento competitivo

Per identificare le aree di sviluppo, è stato condotto un ampio lavoro di patent landscaping a tema energia e scouting tecnologico, al fine di comprendere dove si stesse muovendo l’innovazione nel mondo dello storage energetico e delle rinnovabili. La mappatura brevetti nella transizione energetica ha evidenziato due filoni di sviluppo particolarmente promettenti, di cui uno – quello degli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno – è stato ritenuto strategico per la coerenza tecnologica con il core business di Ansaldo Energia e per la possibilità di integrazione con soluzioni del gruppo.

Questa fase di analisi ha permesso di ottenere una fotografia del competitive patent landscape, evidenziando chi stesse investendo in quali tipologie di elettrolizzatore, quali tecnologie fossero già presidiate e dove si trovassero i gap di protezione sfruttabili. Si è trattato di una vera e propria analisi del portafoglio brevetti, utile non solo a mappare i competitor ma anche a definire il posizionamento competitivo di Ansaldo Green Tech.

Dal landscape all’innovazione brevettuale

Il primo step è stato la classificazione delle tecnologie per tipologia di elettrolizzatore. Particolare attenzione è stata rivolta alle membrane AEM (Anion Exchange Membrane), identificate come la soluzione più promettente sia per prestazioni sia per compatibilità con le competenze ingegneristiche esistenti. Dalla fase di intelligence brevettuale sono emersi alcuni elementi particolarmente interessanti e la presenza di brevetti che costituivano anteriorità rilevanti.

Per garantire la freedom to operate (FTO) e la possibilità di portare a mercato soluzioni proprietarie, il team ha avviato attività di “generazione di idee” basate sull’analisi funzionale: un ciclo strutturato di brainstorming tecnico finalizzato a identificare soluzioni alternative non in conflitto con l’IP esistente. Grazie a questa metodologia sono state generate nove possibili vie di differenziazione tecnologica. Da queste, sono già nate quattro nuove famiglie brevettuali, un risultato che rappresenta un chiaro vantaggio competitivo IP per il gruppo.

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Dalla strategia IP al mercato

Le invenzioni frutto di queste attività hanno riguardato diverse componenti dell’elettrolizzatore, dando vita a un prodotto industrializzato, presentato ufficialmente a Key Energy 2024 e oggi oggetto di sperimentazioni per una seconda versione avanzata. Il progetto ha dimostrato come una strategia IP relativa alla transizione energetica possa diventare leva di business: dalle prime attività di scouting tecnologico, passando per la due diligence brevettuale, fino alla definizione di un piano di sviluppo che ha portato alla generazione di nuova proprietà intellettuale e a un prodotto pronto per il mercato.

Risultati concreti e KPI misurabili

I KPI di progetto sono chiari:

  • 4 famiglie brevettuali depositate negli ultimi due anni;
  • 1 prodotto già commercializzato
  • roadmap di sviluppo per ulteriori domande di brevetto entro il 2026.

Questo approccio integrato ha rafforzato il posizionamento competitivo con brevetti del gruppo, creando un vantaggio sostenibile in un settore dove il licensing e cross-licensing possono determinare il successo o l’insuccesso di un’intera linea di business.

Casi d’uso landscape brevettuale

Il caso Ansaldo Energia dimostra che il landscape brevettuale non è un esercizio accademico, ma uno strumento decisionale per il top management, permettendo di:

  • ridurre il rischio di investire in aree già saturate;
  • identificare barriere all’ingresso brevettuali e aggirarle;
  • accelerare il time-to-market di soluzioni proprietarie;
  • ottimizzare investimenti in R&D allineandoli con le traiettorie di innovazione globali.

In un contesto di transizione energetica, la strategia IP diventa parte integrante della strategia aziendale: non solo protezione, ma uno strumento per costruire un portafoglio solido che supporti la crescita.

Il messaggio per le aziende del settore è quindi chiaro: investire in intelligence brevettuale significa dotarsi di una bussola strategica per navigare un mercato in rapido cambiamento, riducendo l’incertezza e costruendo vantaggio competitivo attraverso l’innovazione.

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