Prevedere l’impatto delle tecnologie emergenti con i dati brevettuali

Prevedere il futuro è possibile? Quando si parla di tecnologie, la risposta è sì.

Le tecnologie, infatti, non nascono dal nulla. Sono oggetti ben definiti, che rispondono a bisogni concreti di mercato e seguono traiettorie evolutive riconoscibili: fasi di ideazione, sviluppo, adozione e diffusione. Conoscere queste traiettorie, insieme allo stato attuale dell’innovazione, consente di anticipare i cambiamenti che le tecnologie emergenti porteranno nei prossimi anni.

I brevetti come strumento predittivo

Tra tutte le fonti disponibili, i documenti brevettuali rappresentano un osservatorio privilegiato per l’individuazione delle tecnologie emergenti e la previsione del loro impatto. Ogni brevetto viene depositato per proteggere un’innovazione prima che arrivi sul mercato, a volte quando è solo un concetto, altre quando è già un prototipo non ancora commercializzato. In altre parole, il brevetto anticipa la tecnologia presente sul mercato, spesso di anni.

Questo rende l’analisi dei dati brevettuali uno strumento potente per identificare trend tecnologici, segnali deboli e direzioni di sviluppo ancora in fase di incubazione.

In aggiunta, poiché la registrazione di un brevetto implica un investimento economico, le aziende brevettano solo ciò che ritengono davvero strategico, in termini di innovazione e di accesso al mercato. L’informazione dedotta dai brevetti, a differenza di altre sorgenti di dati, è quindi rilevante, affidabile e oggettiva.

Come funziona l’analisi brevettuale dei trend di innovazione

Il Foresight Tecnologico è una disciplina rigorosa che si avvale di diverse metodologie. Una delle più potenti, offerta da Erre Quadro, si concentra appunto sull’analisi dei brevetti per anticipare l’evoluzione delle tecnologie. Con l’ausilio di strumenti di patent analytics, è possibile analizzare milioni di documenti, filtrare quelli rilevanti e far emergere trend di innovazione difficilmente visibili a occhio umano, poiché l’informazione è frammentata e distribuita in punti anche molto lontani fra loro.

Il punto di partenza, cruciale quindi per garantire l’accuratezza delle analisi e delle predizioni, è una selezione rigorosa dei brevetti pertinenti al dominio: costruire un set di dati rappresentativo e aggiornato è uno dei fattori che più incidono sulla qualità dei risultati.

Successivamente, studiandone i trend di deposito è possibile stimare sia il livello di maturità tecnologica (Technology Readiness Level), sia la velocità di crescita di un campo tecnologico.

Come primario beneficio, questa tecnica consente di costruire mappe tecnologiche dei brevetti, individuando:

  • Tecnologie o attori emergenti o in rapida crescita
  • Segnali deboli, ossia tecnologie promettenti ma ancora poco diffuse oppure correlazioni fra fenomeni non ancora noti o esplicitati
  • Aree in declino, dove l’attività brevettuale diminuisce, indicando un possibile esaurimento innovativo o di interesse di mercato
  • Hot topic, cioè domini tecnologici su cui cresce l’investimento in R&D negli ultimi anni
  • Fake news tecnologiche, aree tecnologiche o domini che ricevono forte attenzione a livello comunicativo o di aspettative di performance ma che, osservando l’andamento dei depositi brevettuali e la qualità delle invenzioni associate, mostrano segnali di declino o la presenza di importanti criticità. In questi casi, l’hype di mercato non corrisponde necessariamente a una solida evoluzione tecnologica o a un effettivo potenziale di sviluppo.

Una corretta comprensione delle dinamiche della tecnologia in esame permette di compiere scelte strategiche sulla base di dati oggettivi, per esempio (re)indirizzando gli sforzi di ricerca e sviluppo, oppure prendendo in anticipo contromisure contro potenziali minacce o ancora preparandosi a cogliere delle nascenti opportunità di mercato.

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L’innovazione come fusione di bisogni e funzioni

Partendo dalla mappatura dello stato attuale di un settore tecnologico e dei trend in corso, è possibile compiere un ulteriore passo predittivo di più lungo termine. La teoria del design ingegneristico ci dice infatti che le tecnologie evolvono tutte lungo traiettorie relativamente simili, seguendo schemi ricorrenti e codificati. Questo perché ogni tecnologia deve rispondere a determinati bisogni, che si traducono in funzionalità precise del prodotto; le funzioni a loro volta possono combinarsi secondo “grammatiche” ormai note e consolidate.

Questa prospettiva consente di riconoscere in anticipo le direzioni generali verso cui si muovono interi settori, scoprendo come soluzioni diverse possano convergere per generare nuove opportunità di business. In molti casi, partendo dall’analisi brevettuale dell’esistente, è possibile tradurre l’anticipazione dei traguardi da raggiungere previsti dalla teoria in indicazioni concrete per indirizzare la ricerca e sviluppo, portando a generare innovazione in tempi più rapidi e in maniera più sistematica.

Un esempio tipico di uno schema che permette di anticipare tecnologie e prodotti prima ancora che raggiungano il mercato è quello della combinazione funzionale, cioè il principio secondo cui l’innovazione avviene unendo nella stessa architettura due funzionalità prima svolte in maniera indipendente. In altre parole, osservando due tecnologie nate per rispondere a bisogni distinti ma complementari, si può ipotizzare la nascita di soluzioni ibride capaci di integrarle in un unico prodotto. È esattamente ciò che è accaduto per esempio con lo smartphone: la fusione di telefono, fotocamera e computer portatile ha dato origine a un dispositivo che non solo ha ridefinito il concetto di comunicazione, ma ha anche rivoluzionato più mercati contemporaneamente.

Oltre l’innovazione: come i brevetti anticipano trasformazioni di mercato

L’analisi brevettuale non consente solo di ipotizzare quali nuove tecnologie potranno emergere sul mercato (senza tuttavia poterne prevedere in maniera esatta tempi e modalità) ma anche di anticipare l’impatto che tali tecnologie potranno avere sull’intero ecosistema industriale.

Un esempio emblematico riguarda i settori ad alta intensità computazionale: l’aumento improvviso di depositi di brevetti in questo ambito segnalava già la direzione verso applicazioni sempre più esigenti in termini di potenza di calcolo. È quanto accaduto con l’intelligenza artificiale, che, pur essendo una tecnologia software, ha generato una forte pressione sulla catena di fornitura dei chip: un effetto anticipato dai trend brevettuali anni prima che diventasse evidente sul mercato.

È dunque certo che le tecniche quantitative basate sui dati brevettuali rappresentino uno strumento potente per identificare trend tecnologici e segnali deboli. Tuttavia, il loro valore può ulteriormente crescere quando vengono integrate con metodologie qualitative in grado di incorporare variabili sociali, politiche, economiche e ambientali.

Confrontando, ad esempio, i risultati dell’analisi brevettuale con fenomeni globali come l’invecchiamento della popolazione, i cambiamenti demografici, la transizione energetica o il global warming, diventa possibile individuare nuove direzioni di sviluppo inaspettate, identificando non solo opportunità tecnologiche, ma anche potenziali minacce o criticità da gestire. In questo modo, brevetti e analisi qualitative si combinano per offrire una visione completa dell’innovazione e del suo impatto sulla società e sull’economia.

Dai brevetti alle competenze del futuro

È importante sottolineare come il foresight brevettuale non si limiti a individuare le direzioni dell’innovazione tecnologica, ma permetta anche di anticiparne gli effetti collaterali nella società in senso più ampio, ad esempio sull’evoluzione della domanda di competenze e di profili professionali.
Analizzare la traiettoria di sviluppo delle tecnologie consente infatti di comprendere in che modo queste possano influenzare il mercato del lavoro e i percorsi formativi: le tecnologie emergenti richiedono nuove competenze per essere adottate efficacemente e, spesso, danno origine a ruoli professionali completamente nuovi.
Esercizi di foresight di questo tipo vengono già utilizzati da enti europei come la European Training Foundation per anticipare la domanda di competenze legata allo sviluppo tecnologico e adeguare di conseguenza i percorsi formativi o da aziende per revisionare i propri mansionari e definire piani di reskilling.

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Il nostro punto di vista

Capire dove si muove la frontiera tecnologica consente alle imprese di orientare la ricerca e sviluppo verso direzioni promettenti, posizionarsi in anticipo su mercati emergenti, evitare investimenti in aree già sature e trasformare l’informazione brevettuale in vantaggio competitivo. Oggi, strumenti avanzati di analisi dei dati brevettuali, come quelli sviluppati da Erre Quadro, permettono di rilevare segnali deboli, costruire mappe evolutive e stimare la maturità delle tecnologie. In questo modo, aziende e istituzioni possono condurre esercizi di Foresight Tecnologico basati su dati rigorosi, integrando osservazioni quantitative con analisi qualitative e contestuali a supporto del decision making, trasformando la complessità tecnologica in visione, direzione e vantaggio reale.

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